festa degli aquiloni – domenica 27 luglio – presso il campo volo di CERCIVENTO

CIMG0048 domenica 27 luglio al campo volo di CERCIVENTO stafète dai cirubìz e grande festa aquilonistica ,.Laboratorio di costruzione aquiloni a cura della federazione nazionale aquilonisti e volo libero carnia . il volo in DELTAPLANO – PARAPENDIO – PARAMOTORE sarà acconsentito su tale area fino alle ore 11.40 dopo tale orario andranno in volo circa 150 aquiloni autocostruiti.

ARTURO SILVERIO – HA CHIUSO LE SUE ALI

CIMG7536Oggi 30 giugno ARTURO SILVERIO ci ha lasciati alla bella età di cento anni;i funerali avranno luogo mercoledì 2 luglio nella chiesa parrocchiale di CORDIGNANO (TV). Noi del volo libero carnia,vogliamo ricordarlo come MITO del volo in carnia. Nato a TIMAU di PALUZZA il 09-09-1913,ben presto si trasferisce a udine dove frequenta le scuole,fino alle medie inferiori. Nasce a quei tempi,osservando le esibizioni del 1 stormo da caccia a campoformido,il suo fascino per i piloti dell’aria.Nel 1934 frequenta la scuola di volo presso l’istituto di s.caterina a udine ,poi si trasferisce a SUTRIO dove avvia un mobilificio . A tempo perso,aiutato dai suoi amici francesco e davide nodale inizia la costruzione del suo apparecchio,ultimato due anni dopo;copia i disegni del modello tedesco”ZOEGLING”,presi dalla bonoli di cantù. Al termine della costruzione,il velivolo pesava 105 kg.e presenta un’apertura alare di 12 m.,Il primo volo avviene partendo dal monte tenchia il 5 settembre 1937. Per l’occasione l’aereo è smontato e portato a piedi,da sutrio (m.550 s.l.m) fino al pian delle streghe (m.1450m. s.l.m.) da venti uomini,assistiti da due donne portatrici di viveri, viene assemblato nella stessa giornata.Il decollo avviene verso le ore 17.oo, mediante due tiranti elastici tenuti da sei persone per parte che,combinati con un meccanismo di aggancio/sgancio posto vicino al pilota e comandato da esso, scagliano a “mò di fionda” l’aliante in aria. Dopo circa venti minuti di volo, si ha l’atterraggio a sutrio sul greto del fiume ,circa un migliaio di persone assistettero al mitico volo. Va precisato che questo evento ebbe ampio risalto sui giornali locali e nazionali dell’epoca, nonchè su alcune riviste estere.Dopo questo successo ci furono diversi voli. ma poi causa un diveito dai carabinieri gli venne impedito di volare, il pioniere allora decide di donare il suo cimelio all’ aereo club di udine che lo continuarono a far volare.Infine ARTURO emigra in veneto a CORDIGLIANO dove gestiva una mostra di mobili e dove attualmente risiedeva. Il mitico ARTURO è stato padrino all’ inaugurazione del campo volo di CERCIVENTO nel 2005. NOI del volo libero carnia porgiamo le più sentite condoglianze ai figli SILVA e TOBIA e a tutti i parenti–

rai italia – zoncolan – olimpo

manuel e suanè andato in onda su Rai Italia il documentario sull’impresa Zoncolan-Monte Olimpo realizzato dalla rai, il filmato che dura 28 minuti è stato trasmesso ieri 26 giugno via satellite ed è stato visto in tutti i 5 continenti del globo.per visionare il filmato ecco qua il link: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-27def3fe-7396-48bc-870c-466b261be868.html#p=0

DANILO PALMANO – the best

danilo 06062014 004Vogliamo segnalare il nostro socio pilota DANILO PALMANO che dal paramotore è passato al deltamotore.La grinta che lo contraddistingue è ineguagliabile alla sua età,classe 1946! ha al suo attivo circa tremila voli in paramotore e un centinaio di voli in deltamotore. Tutti i soci del volo libero carnia gli fanno i migliori auguri nel proseguimento di tale attività.

Centoquaranta minuti nel silenzio di AGOSTINO NODALE

agostino E’ incredibile come lo scenario del monte Coglians mi si presenti davanti agli occhi ogni rara volta che lo affronto, come sempre a “mani nude”, (gli strumenti di bordo mi aspettano al negozio dall’ormai passato ’987), sbalordendomi puntualmente per la varietà della sua zona. Nella traversata dal monte Valsecca, luogo di decollo, dopo averne risalito la termica, mentre mi stanno svanendo gli strascichi di angina subentrata in decollo, effettuato a salti causa aver sopravvalutato il vento, sorvolo velocemente il rifugio Marinelli gremito di gente, accorsa per la staffetta dei Tre Rifugi, che scompare subito dietro al tetto, arrivo alle falde del Coglians.
Ogni volta che risalgo la sua termica sul versante est verso la Creta da Cjanevate mi stupisco come se fosse la prima. Uno scenario incantevole che si allarga ad ogni giro in termica, salendo si amplia la visuale di un panorama magnifico in questa giornata stupenda.
La condizione è una vera bomba e la vetta del Friuli è subito scavalcata, la tentazione di avvicinarsi alla cima è sempre tanta ma le ascendenze sono molto forti per avvicinarsi alla gente che affolla la vetta ed il suo sentiero. Però nulla impedisce di giocarci a debita distanza. Un passaggio veloce davanti alla campana, tre giri stretti in termica sul lato ovest poi fuga veloce a sud per non entrare in cumulo, perdita di quota per poi risalire sul lato est e rivedere lo stesso scenario di prima. Uno scenario che varia nel giro di un minuto dal fantastico vallone della Chianevate ad est che nella nitidezza di oggi sembra proprio di toccarlo con mano, allo stupendo strapiombo che ad ovest da sul lago Volaia, per rientrare davanti ai pascoli a sud, poi ai canaloni con ancora neve in grembo, complice il triste prolungamento del freddo invernale sino a poco tempo fa. Tre giri e di nuovo sopra la cima. A occhio, cento, centocinquanta metri al giro, qui è una vera giostra, e la nostra vetta con il suo cumulo sopra la cima si presta perfettamente al gioco. Dopo tre passaggi su questa montagna, tra i vari tentativi di estrarre la macchina fotografica senza lasciar cadere dalle tasche dell’imbragatura cellulari, portafogli, chiavi, ed altri oggetti inutili in volo cercando di scattare qualche fotografia al simpatico Bruno classe ’940, che veleggia assieme a me, punto oltre il passo Volaia, al monte Capolago ed al Sassonero, che oggi non sono generosi di termiche e offrono solamente il loro splendido panorama. Rientrando in Coglians di nuovo l’ascensore senza fili, che potente, ci fionda nuovamente sopra la cima.
D’obbligo un sorvolo alla Creta da Cjanevate, poi decido di abbandonare questo magnifico parco, rientro in Valsecca tra gli inutili squilli del telefonino, seguendo il “vecchio” Bruno che a 73 anni vola quasi tutti i giorni, passando a est del Rifugio Marinelli. Più avanti scorgo un gregge di pecore al pascolo e nel frattempo comincio a meditare di non avere scelto bene la via del rientro al monte Valsecca, evitando di sorvolare il monte Crostis e avendo tralasciato di raggiungere base cumulo prima di attraversare. Però pensandoci bene, per scoprire se si riesce a scollinare il Cimon di Crasulina, bisogna andarci almeno vicino, allora, tiro dritto dietro a Bruno…, sotto a Bruno…, che pieno zeppo di strumentazione di bordo e di imperturbabile calma, non accenna una virata ed abusando della sua imperterrita fiducia ci vado anch’io.
E’ andata. Con poche decine di metri di scarto ma è andata. Nel mentre affianco con giubilo il Piz di Mede ben esposto al sole per poi risalire tranquillamente la termica di Valsecca che risulta gradevole fino alla quota XXL che mi consente una traversata veloce di 11 km. fin sopra il lago del monte Dimon e con calma di sfruttarne la sua ascendenza eludendo la famosa termica del monte Paularo. Scrutando in cielo vedo Bruno piccolo eludendo la famosa termica del monte Paularo. Scrutando in cielo vedo Bruno piccolo intento a raggiungere la base del cumulo che non c’è sopra il Paularo, poi scopro essere attorno i 3’200 m. (+8,8 m/s.) mi chiedo che idee avrà mai con 2,6 km. di quota quasi sulla verticale dell’atterraggio.
Io, con la mia sufficiente altitudine punto al monte Zermula. Arrivo giusto a quota di cresta e attraverso con soddisfazione la prima termica puntualissima sopra il verde pascolo ad ovest e vado a cercare quella in vetta, a est in lontananza si vede la grande colonna di fumo che causa un grande incendio si alza già da un mese nella zona di Chiusaforte. Mentre mi dirigo verso la vetta avvicinandomi per salutare gli alpinisti vengo risucchiato e quando arrivo alla cima non riesco a distinguere neppure se sono uomini o donne. Ci riprovo tenacemente invano e deduco che non è proprio il caso di faticare per scendere quindi torno alla termica sopra il pascolo, che appare subito più robusta e seppur restando a lungo appeso al montante, ne centro il nocciolo, bè…, ho fatto quattro giri, durante l’ultimo getto lo sguardo sulla cima in direzione est e non riesco a distinguere dalla montagna le persone che si vedevano un attimo fa sulla cima. Vorrei abbandonare immediatamente la termica anche perché è da quando sono entrato che sto salendo con la barra sotto la pancia ma siccome devo rientrare in direzione Cercivento concludo l’ultimo giro e me la batto in direzione monte Paularo con chiari sintomi di labirintite. Arrivo davanti alla cima, osservo con attenzione la sua conca, il laghetto è praticamente asciutto, vorrei fare top per prendermi una pausa ma non c’è nessuno in giro, vedo Bruno che si avvicina all’atterraggio e tralascio questa idea. Mentre decido cosa fare mi trovo dentro la sua termica, due giri potentissimi mi istigano a fuggire verso il monte Tenchia, non ne posso più, sarà anche l’ora di massima insolazione ma il freddo assieme al casuale abbigliamento mi fanno prediligere la bassa quota, per non parlare del fisico, tronfio del più scarso allenamento possibile. E’ il primo volo quest’anno.
In Tenchia perdo un po’ di quota, curiosando qua e la, fino all’altezza del ripetitore poi punto alla cima, dolcemente la risalgo. Appena sopra, accidenti, scopro che tira anche questa come un pazza, due giri e me la batto in direzione del monte Zoncolan.
Durante la traversata incrocio al mio fianco due volatili a motore diretti in Austria, un’autogiro o un piccolissimo elicottero seguito da vicino in fila indiana da un piccolo aereo. Mi sembra uno scherzo! Però, che strana coppia. Sullo Zoncolan la situazione si presenta tiepida e tranquilla finalmente anche se sto avanzando a zig zag evitando le zone delle termiche, l’abbigliamento per un voletto simile non è il massimo: una maglia di cotone e k-way, le scarpe da ginnastica di mio figlio strette e senza calzini, non mi hanno dato molto conforto, sicuramente più degli infradito che indossavo al mattino, per fortuna i vecchi guanti in neoprene alla barra non mancavano. Qui, tra un giro in termica e uno fuori osservo con acceso desiderio il monte Dauda che oggi sarebbe conquistabile facilmente ma la stanchezza ha la meglio e, spossato, m’infilo sopra il ruscello dell’asino e spancio a centro valle in direzione atterraggio Cercivento.
Bisogna ancora atterrare! Possibilmente senza fare crash! Perciò punto al campo volo e seppur improvvisando un improbabile avvicinamento a stalli d’ala del tipo nato stanco, la dea bendata mi porta a terra, con poco stile però in piedi. Anche se arrivo lungo sul campo nonostante aver frenato in tutti i modi possibili come un bravo principiante e il forte vento frontale. Però la sazietà del volo prevale e lascia svanire questo stupido particolare, decido ugualmente di incamminarmi verso l’hangar di Marzio, ancora imbragato, con il delta aperto in spalla ed il forte vento in culo che me lo schiaccia addosso, stanco ma felice.

dal monte Valsecca 18 agosto 2013

GEMONA (UD) il British Open 2014 gara internazionale parapendio

Pentreath1Si svolgerà a Gemona del Friuli (UD) dal 1. al 7 giugno il British Open 2014, gara internazionale di volo libero a distanza valida come Pre Coppa del Mondo. La competizione è organizzata dalla società sportiva Volo Libero Friuli in collaborazione con la British Hang Gliding and Paragliding Association (Bhpa) di Leicester, che gestisce una consistente rete di realtà associative legate al mondo del volo nel Regno Unito. Non è la prima volta che la Bhpa viene in l’Italia per realizzare il suo grosso evento sportivo, ma stavolta la proposta di Volo Libero Friuli ha convinto l’associazione inglese a scegliere il cielo delle Prealpi Giulie, un ambiente naturalistico a cui si aggiungono delle strutture finalizzate alla pratica degli sport “estremi” inseriti nel progetto “Città dello sport e del benstare”, che vede coinvolti numerosi enti locali e realtà sportive dell’alto Friuli.